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LETTERA ALL, updated 4/1/25, 3:55 PM

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Movimenti di Lotta per la Salute, l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza

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LETTERA ALL'EUROPA

Cara Europa,

ti scriviamo per dirti che ti siamo vicini, perché, dopo che hai perduto le tue coordinate, tutti
ti strattonano, cercano di farti andare dove non vuoi, a perderti. Nella confusione, sono
pure scesi in piazza, per dire le cose più diverse, abbandonandoti intanto a torvi
governanti ben vestiti e ben armati, e in sostanza per esaltarti e tradirti. Dicono Europa
Europa, e tu non ci sei, perché ti hanno amputato, ti vogliono divisa, hanno bisogno di un
nemico, e questo nemico se lo costruiscono dentro l'Europa stessa, è la Russia, che
sarebbe una minaccia e un pericolo per il solo fatto di esistere. Biden diceva addirittura
che la Russia doveva essere portata alla “condizione di paria”. Qui aveva ragione Trump
quando diceva che Biden era stato il peggiore presidente degli Stati Uniti, una democrazia
mitizzata come modello di democrazia da esportare per tutti, che vorrebbe far regredire un
altro grande Paese alla condizione castale, non solo ultima casta, ma fuori casta, fuori
cioè della società, fuori dell'umanità.

Certo, Biden non era un filosofo, e negli ultimi due anni della sua presidenza la ragione se
n'era andata, tanto che l'America era governata dalle due o tre persone che gli erano più
vicine, e si è visto con quali risultati. Invece è un filosofo, anzi addirittura sarebbe un
“nuovo filosofo”, Bernard Henri Lévy, il quale per aizzarci alla lotta contro la Russia scrive
sulla “Stampa” che Putin ci odia (lui lo sa), vuole disgregare l'Unione Europea portando
l'Est sotto il suo controllo, e in questo fa con Trump una “coppia diabolica”. Un filosofo che
legge la storia come un affare di diavoli! Se fosse questa la tua cultura, dove sarebbe finita
la cultura europea!

Ma anche uscendo da queste bassure, ai piani appena più alti della politica e
dell'informazione, troviamo i campioni di quella che chiamano Unione Europea, che ti
vogliono smembrata e divisa. E in ogni caso si approntano il grande bisturi delle armi,
almeno 800 miliardi. Si pavoneggiano rivendicando per l'Europa le radici ebraico-cristiane,
ma sono contro san Paolo, lo prendono per putiniano. San Paolo dice ai Corinti che un
corpo non può essere smembrato: "Non può l'occhio dire alla mano non ho bisogno di te;
oppure la testa ai piedi: non ho bisogno di voi. Anzi proprio le membra del corpo che
sembrano più deboli, sono le più necessarie, perché nel corpo non ci sia divisione ma anzi
le varie membra hanno cura le une delle altre e se un membro soffre tutte le altre soffrono
insieme perché tutte le membra del corpo, pur essendo molte sono un corpo solo".
Dell'Unione Europea sono 27 ma tu Europa, a contare la Russia e perché no, l'Ucraina, ne
conti almeno 29.

D'altra parte noi come faremmo se non ci fosse la Russia, e se ci distruggessimo per
distruggerla, solo perché ci siamo costruiti il fantasma che ci minaccia? Ma una supposta
minaccia può giustificare qualsiasi violenza?

La Russia non è il nostro nemico, lo dice perfino Tajani, e la Meloni non vuole mandare i
soldati a combatterla. Certo, l'Ucraina violata, ma lì c'erano precisi e innegabili motivi,
come allo stesso Parlamento europeo ha spiegato un autorevole e informato americano, il
prof. Jeffrey Sachs. Senza Russia non sei più tu Europa. Ci hai arricchito con i suoi
pensieri. Come potevamo noi capire l'anima profonda, efferata, della guerra, senza
“Guerra e pace” di Tolstoi? Come potevamo noi capire l'umanità violata di quanti sono
considerati “animali umani”, e sono scambiati e venduti, vivi o morti che siano, come le
“Anime morte” di Gogol? Lì erano i servi della gleba, qui oggi “l'umanità violata” descritta

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da Roberta De Monticelli in Palestina e in ogni altro genocidio. E come comprendere tanta
ingenuità di un'opinione pubblica candida, onesta e plagiata, senza “L'idiota” di
Dostoevskij?

Perciò, cara Europa, dobbiamo ripristinare l'unità del tuo corpo, e resuscitare la tua anima
morta. Non basta dire Europa, dobbiamo chiederci chi sei, che cosa c'è nel tuo DNA, qual
è l'anamnesi dei tuoi mali e scoprire la cura che ti può guarire.

Nel tuo DNA ci sono anzitutto Creonte ed Antigone, il potere e la libertà, la legge e la
grazia, l'obbedienza e la dignità. Ma anche c'è stata l'intronizzazione della guerra,
proclamata padre e principio di tutte le cose, di tutti re, da Eraclito a Kant, che la
considerava un prodotto della natura, e la pace invece un artificio. Ma nel DNA dell'Europa
ci sono anche tutte le passioni umane, che ci sono state svelate nella tragedia greca,
amore e morte, gelosia e dono di sé, progetto e speranza.

Ma poi bisogna fare l'anamnesi, tutte le malattie dell'Europa, l'imperialismo universalista
dell'Occidente, iniziato a Roma, il culto dei Cesari, la società di signori e servi, le
persecuzioni religiose, le scoperte come conquista, il genocidio degli Indios e il rifiuto
dell'Altro, le colonie, fino alle due guerre mondiali e alla Shoà, e dopo, le resistenze
all'attuazione dello Stato sociale, la mancata messa a profitto della rimozione del muro di
Berlino e il recupero della guerra, la restaurazione neoliberista dell'impero del profitto e del
mercato, fino al punto da snaturarti, da non sapersi più ciò che tu sei, un personaggio in
cerca d'autore [1] .

Il problema è che i tuoi governanti credono che tu abbia bisogno di un Nemico, è
l'esistenza di un Nemico che ti conferirebbe la tua ragion d'essere, e perfino quando ti
sorvolano telefonate di pace ti vogliono disporre alla guerra. Dicono che il Nemico è già lì
per invaderci, fino al Portogallo, ma non arriva come nel deserto dei Tartari.

La verità è che non si rassegnano alla caduta del muro di Berlino. Era questo che aveva
permesso a un'ancora “Piccola Europa” di avviarsi verso l'unità, di guardare con occhi
nuovi al mondo e di avere la pace, era stato questo che aveva fatto spazio all'alternativa
keinesiana e l'aveva preparata all'euro, e pazienza per la Germania divisa, a qualcuno
piaceva anche così, almeno era senza esercito.

E allora qual è la cura per te, che ti faccia guarire, come avere per l'Europa una prognosi
non riservata, che ti metta fuori pericolo?

La cura è capire che l'Europa non ha bisogno di un Nemico, ma ha bisogno di un'Idea.
Anzi che l'Europa stessa è un'Idea, un'Idea che si fa storia, altrimenti non è più nulla. “Idea
Europa” era appunto il titolo di un'opera che ne scandaglia la storia ideale, di un teologo
gesuita tedesco, Erich Przywara, citato da papa Francesco quando ha ricevuto il Premio
Carlo Magno.

Avere un'idea vuol dire avere una visione per la quale vale la pena vivere e lottare, le idee
che abbiamo tradito, democrazia, socialità, liberalismo. Ma essere un'Idea che si fa storia
vuol dire farsi carico del mondo, e rimettere in gioco la fede che attesta che l'umanità sarà
salva, le fedi che abbiamo perduto perché non abbiamo saputo difenderle dalla giusta
critica della laicità, il socialismo (“avanza con noi l'epoca nuova!”), il cristianesimo…


https://a4kqk.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeFuBnD0NwAovMH8BRokn/qkpqQsmNbbJA


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E allora qui va detta la cosa più trasgressiva ed eretica che oggi si possa dire: che per
salvarsi l'Europa deve recuperare il suo bene maggiore e perduto, il cristianesimo. Una
tale proposta può apparire paradossale nel momento in cui la fabbrica del maschio arriva
a tetti mai raggiunto prima, fino al decreto di sterminio notificato alla popolazione di Gaza
dai volantini lanciati, con le bombe ei missili dall'esercito israeliano: “Alla gente di Gaza – è
scritto in arabo – prima di iniziare il piano obbligatorio di Trump, che imporrà il vostro
sfollamento da Gaza, che vi piaccia o no, ripensateci: la mappa del mondo non cambierà
se la gente di Gaza scompare. nessuno chiederà di voi. Né all'America né all'Europa
importa di Gaza. Sono nostri alleati. Ci forniscono denaro, petrolio e armi. La soppressione
dell'umano che qui è rivendicata come cultura comune, è il rovesciamento assoluto del
cristianesimo, fondato sull'umanità di Dio, ma è anche la bestemmia che rovescia il Patto
del Sinai, e ambedue ti chiamano in causa, dalla Casa Bianca a Tel Aviv: e tu dove sei
Europa?

Sembra però irreale che oggi l'Europa possa attingere al tesoro cristiano, perché vi fa
ostacolare il secolarismo, penetrato in tutte le sue fibre e perché la modernità stessa, e
non senza ragione, si è fondata e si identifica con esso, intendendo il secolo come il luogo
in cui Dio non c'è, non importa poi se esista o meno, o se viene credente nel privato delle
istituzioni e dei cuori.

Dalla laicità così intesa non si può tornare indietro, nata com'è dalle guerre di religione tra i
principi cristiani nel XVII secolo. Ma è stato proprio un cristiano, luterano olandese, Ugo
Grozio, che ha fornito, sia pure come ipotesi paradossale, la formula della laicità su cui la
modernità si è costruita: giustizia e diritto sono connaturati alla terra, ed è compito nostro
istituirli, anche nella blasfema ipotesi che Dio non ci sia (etsi deus non daretur) e non si
occupa dell'umanità. E così abbiamo fatto: senza bisogno di essere atei, abbiamo prodotto
l'illuminismo e la modernità accogliendo l'ateismo che è il vero nome della
secolarizzazione.

Questa ipotesi è stata abbondante di frutti, ma come ora si vede non basta a salvarci.
Forse è il caso di provare l'ipotesi opposta: non c'è bisogno di essere credenti per
combattere l'orrore con tutte le forze spirituali e umane mosse dalla indimostrata ipotesi
che Dio ci sia e si occupa dell'umanità.

C'è però, c'era fino a ieri, un ostacolo insormontabile perché questo potesse avvenire: che
il cristianesimo nel suo risvolto mondano si è intrecciato con l'Idea e con la storia d'Europa
nelle forme del regime costantiniano o di “cristianità” che “da Costantino a Hitler”, secondo
la formula di Erich Prziwara, ha cercato di organizzare l'Occidente come uno Stato
totalitario, nel quale, per dirla con la Civiltà Cattolica, si attuava “un legame organico tra
cultura, politica, istituzioni e Chiesa”; ciò che supponeva la Chiesa come la realizzazione
stessa del Regno di Dio sulla terra, e quindi faceva della Chiesa la vera sovrana terrena.

Ma questa forma è passata, non solo grazie alla gloriosa laicità, ma perché il cristianesimo
ne è uscito e la Chiesa stessa ne ha operato il ripudio, prima reagendo con veemenza,
sentendosi aggredita, poi con la grande proclamazione del Concilio Vaticano II e il
suggello profetico di Papa Francesco che, proprio ricevendo il premio Carlo Magno, come
al Consiglio d'Europa e alla Curia romana, ha attestato che l'impresa di Carlo Magno è
finita, che “non siamo più nell'epoca della cristianità, non più”.

Non per questo egli è rimasto a mani vuote, perché in cambio ha offerto all'Europa e al
mondo, un annuncio nuovo, che Dio è solo misericordia, e che se, forse, come lui crede,

mailto:notizieda@primaloro.com

l'Inferno è vuoto, non possono gli uomini né minacciarlo né “aprirne le porte” sulla terra, a
Gaza come ad Auschwitz.


Con la più viva partecipazione

Da Prima Loro , Raniero La Valle, Luis Orellana, Giovanni Spallanzani e:

Elena Basile, ambasciatrice, mons. Domenico Mogavero, già vescovo di Mazara del Vallo,
mons. Raffaele Nogaro, già vescovo di Caserta, Angelo Gaccione, scrittore, Edvige
Cambiaghi, Franco Meloni (Aladinpensiero), Fernando Cancedda, Giuseppe Saponaro,
Eva Maio, Antonio Malorni, ricercatore del CNR, Angelo Cifatte, Maria Grazia Campari,
Flavio Pajer, docente di Pedagogia delle religioni, Paolo Bertagnolli, Donatella Gregori,
Giovanna Ciarlantini, Luana Neri, Federico Palmonari, fisico nucleare, don Sergio
Mercanzin (“Russia cristiana”), Giovanni De Gaetano, Luigi Alfieri, già ordinario di Filosofia
politica all'università di Urbino, Filippo Isgro, Ubaldo Radicchi, Enrico Andreoni, Giuseppe
Maria Angelone, Elena Bucchione, Francesco Domenico Capizzi, chirurgo, Maria Teresa
Cacciari, Carla Gentilli, docente di lettere, Agata Cancelliere, Ennio Cabiddu, Disarmisti
esigenti, Carlo Volpi, Franca Maria Zapponi, Monica Migliorini, Pierpaolo Loi, Alessandra
Chiappini, Paolo Brutti, Lucia Tibaldo, Stefano Fiore, Massimo Michelucci, Antonella Doria.

Quanti potrebbero aggiungersi ai guanti di questa lettera lo possono fare comunicando la
loro firma a notizieda@primaloro.com .